1. Introduzione – Dalla rappresentazione alla pratica
Con l’inizio del XX secolo, il modo di rappresentare lo shibari cambia profondamente.
Se nelle fasi precedenti la corda era una parte di pratiche culturali, giudiziarie o simboliche, ora diventa sempre più un elemento centrale di immagini costruite intenzionalmente.
Se nelle fasi precedenti la corda era una parte di pratiche culturali, giudiziarie o simboliche, ora diventa sempre più un elemento centrale di immagini costruite intenzionalmente.
Il lavoro di Seiu Ito segna un punto di svolta importante: la persona legata viene rappresentata come soggetto estetico ed emotivo, non più soltanto come funzione o contesto culturale, nonostante, in questa fase non sia ancora una pratica diffusa nel senso contemporaneo, giacché esiste principalmente come immagine, come rappresentazione artistica e come costruzione visiva. Nonostante fosse solo un punto di inizio, già nel 1930 Seiu Ito inizia a utilizzare la parola kinbaku per riferirsi alle legature erotiche.
Il passaggio decisivo avviene quando queste immagini iniziano a circolare e a essere consumate da un pubblico più ampio grazie all'utilizzo dei sistemi di distribuzione di massa moderni.
Da qui in avanti, la loro evoluzione sarà sempre più legata alla diffusione dei media, alla nascita di nuove figure artistiche e alla trasformazione del rapporto tra chi osserva e chi partecipa.
2. La diffusione nei media del dopoguerra
Dopo la Seconda guerra mondiale, il Giappone, come molti altri paesi, attraversa una fase di trasformazione profonda, non solo sul piano politico ed economico, ma anche culturale e sociale, ed è proprio in questo contesto che i media assumono un ruolo centrale nella vita di tutti i giorni delle persone.
Riviste, pubblicazioni erotiche e fotografia iniziano a proporre in modo sempre più esplicito rappresentazioni di corpi legati. Ciò che in precedenza era limitato a contesti artistici o a produzioni isolate diventa ora accessibile a un pubblico molto più ampio.
Tra le pubblicazioni più influenti di questo periodo vi è Kitan Club, una rivista fondata nel 1947 che ebbe un ruolo fondamentale nella diffusione dell’immaginario fetish e del kinbaku nel Giappone del dopoguerra.
Attraverso fotografie, racconti e illustrazioni, il Kitan Club contribuì a trasformare la legatura in un linguaggio riconoscibile e condiviso, offrendo spazio ad artisti e autori che avrebbero influenzato profondamente lo sviluppo dello shibari moderno.
La rivista non si limitava a mostrare immagini erotiche, ma partecipava attivamente alla costruzione di un’estetica e di una cultura della corda, creando un punto di incontro tra fantasia, rappresentazione e pratica. Ancora oggi è possibile ammirare le immagini di alcuni numeri del kitan club.
Negli anni successivi, riviste come SM Select contribuirono ulteriormente alla diffusione del kinbaku, consolidando un’estetica della corda sempre più riconoscibile e questo cambiamento segna un passaggio fondamentale.
La legatura non è più soltanto osservata come immagine, ma diventa un linguaggio riconoscibile, con codici visivi che iniziano a ripetersi e a evolversi. Pattern, pose e composizioni si stabilizzano, permettendo al pubblico di identificare uno stile e di distinguerlo da altre forme di rappresentazione erotica e, nello stesso tempo, la diffusione attraverso i media crea una nuova dinamica tra chi produce e chi osserva.
Le immagini non sono più solo espressioni individuali, ma rispondono anche a una domanda crescente. Il pubblico non si limita a guardare, ma sviluppa aspettative, gusti e preferenze, contribuendo a definire ciò che diventerà il kinbaku moderno, grazie anche all'invenzione e alla diffusione della macchina fotografica.
A differenza del disegno o della pittura, la fotografia introduce un senso di realtà e immediatezza. Il corpo legato non è più solo rappresentato, ma appare come qualcosa di concreto, possibile, tangibile, rafforzando ulteriormente il passaggio dalla rappresentazione alla pratica.
Parallelamente, le pubblicazioni iniziano a dare spazio non solo alle immagini, ma anche a contenuti che descrivono tecniche, approcci e contesti per permettere ai praticanti di imparare a legare in modo professionale.
È in questo ambiente che emergono le prime figure riconoscibili del kinbaku moderno: artisti e performer che sviluppano uno stile personale e un rapporto diretto con il pubblico.
Lo shibari e il kinbaku non sono più fenomeni isolati o marginali, ma iniziano a configurarsi come una pratica culturale strutturata, sostenuta da media, pubblico e produzione continua di immagini.
Senza questa diffusione, il kinbaku non avrebbe potuto svilupparsi nella forma che conosciamo oggi.
3. I pionieri del kinbaku moderno
Con la diffusione delle immagini e delle pubblicazioni nel dopoguerra, il kinbaku inizia a prendere forma non solo come immaginario, ma come pratica sempre più definita.
È in questo contesto che emergono alcune figure fondamentali, spesso considerate i pionieri del kinbaku moderno.
Tra queste, un ruolo centrale è attribuito a Akechi Denki, che contribuisce in modo significativo a trasformare la legatura in una forma di espressione artistica e performativa. Il suo lavoro si distingue per un forte impatto visivo e per l’attenzione alla dimensione teatrale della corda.
Accanto a lui, Nureki Chimuo sviluppa un approccio diverso, spesso più orientato alla relazione e alla dimensione emotiva tra chi lega e chi viene legato. Nei suoi lavori, la corda non è solo una costruzione estetica, ma un mezzo per esplorare tensioni psicologiche e dinamiche interpersonali.
Un’altra figura importante è Minomura Kou, il cui contributo aiuta a consolidare ulteriormente il linguaggio del kinbaku, contribuendo alla diffusione di stili e pratiche che diventeranno riferimento per le generazioni successive.
Questi artisti non si limitano a riprodurre ciò che esisteva prima.
Al contrario, reinterpretano l’immaginario della legatura, integrando elementi provenienti da ambiti diversi: estetica visiva, erotismo, performance e relazione. In questo modo, contribuiscono a definire il kinbaku come una pratica autonoma, distinta sia dall’hojojutsu sia dalle sue rappresentazioni precedenti.
È importante sottolineare che non esiste un unico stile o una sola visione, fin dalle sue prime fasi di sviluppo, il kinbaku si caratterizza per una forte varietà di approcci. Alcuni artisti enfatizzano l’aspetto visivo e compositivo, altri si concentrano sull’esperienza della persona legata, altri ancora esplorano la dimensione performativa.
Questa pluralità è uno degli elementi che rendono il kinbaku difficile da definire in modo univoco.
Più che una tecnica codificata, si configura come un insieme di pratiche e interpretazioni, legate tra loro da un uso condiviso della corda ma differenziate per intenzione, stile e contesto.
In ogni caso, è soprattutto grazie al lavoro di questi pionieri che il kinbaku passa da fenomeno emergente a linguaggio riconoscibile.
Un linguaggio che continuerà a evolversi nei decenni successivi, influenzato da nuovi artisti, nuovi media e nuovi contesti culturali.
4. Dalla fotografia alla performance
Con la diffusione delle immagini nel dopoguerra, il kinbaku si afferma inizialmente come linguaggio visivo, costruito attraverso fotografia, riviste e pubblicazioni. A partire dalla seconda metà del Novecento, i legatori e le modelle escono progressivamente dal piano dell’immagine per entrare nello spazio della performance.
Ciò che prima veniva osservato su carta o in fotografia inizia a essere vissuto dal vivo, in contesti sempre più strutturati. Club, eventi e ambienti dedicati diventano luoghi in cui la corda non è più solo rappresentata, ma eseguita davanti a un pubblico live.
Questo cambiamento spinge alcuni praticanti a modificare profondamente la natura del kinbaku, permettendo al pubblico di assistere alla costruzione della legatura, al ritmo dei gesti e alla dinamica relazionale tra chi lega e chi viene legato.
In questo contesto, elementi come il tempo, il movimento e la presenza assumono un ruolo centrale che ha contribuito a rafforzare una dimensione teatrale del kinbaku.
La legatura diventa una scena, e chi la esegue non è più soltanto un autore di immagini, ma un performer. Allo stesso modo, la persona legata non è più solo soggetto rappresentato, ma parte attiva dell’esperienza. È proprio in questa fase che si consolida la caratteristica della "centralità della relazione" nello shibari contemporaneo.
La performance rende visibile ciò che nella fotografia può solo essere suggerito: il rapporto tra le persone coinvolte, la comunicazione, la costruzione condivisa dell’esperienza.
Allo stesso tempo, questo sviluppo non elimina la dimensione visiva.
Al contrario, la performance integra e amplifica ciò che era già presente nelle immagini, portando il kinbaku a un livello più complesso, in cui estetica, tempo e relazione si intrecciano.
Questo passaggio segna un ulteriore momento di trasformazione.
Da linguaggio visivo diffuso attraverso i media, il kinbaku diventa una pratica performativa, vissuta e condivisa nello spazio reale.
Una trasformazione che aprirà la strada alle evoluzioni successive e alla diffusione internazionale dello shibari.
5. La nascita del bakushi
Con il passaggio dalla rappresentazione alla performance, cambia anche il ruolo di chi utilizza la corda.
Nelle fasi precedenti, la legatura era associata a contesti specifici: pratica funzionale, rappresentazione artistica o immagine fotografica, mentre nel kinbaku moderno emerge una figura nuova, con un’identità distinta, il bakushi (artista della corda).
Più precisamente, la parola kinbakushi unisce i caratteri di kinbaku (legatura stretta) e shi (persona, professionista), suggerendo non semplicemente qualcuno che lega, ma qualcuno che pratica la corda come forma espressiva. Questa distinzione è importante. Il bakushi non è definito solo dalla tecnica, ma dal modo in cui utilizza la corda per costruire un’esperienza. La legatura non è un fine in sé, ma uno strumento attraverso cui si sviluppano relazione, tensione emotiva e narrazione.
In questo senso, il ruolo del bakushi si avvicina più a quello di un performer o di un artista che a quello di un tecnico.
Allo stesso tempo, questa figura introduce una nuova dinamica.
Nel kinbaku, i ruoli non sono simmetrici: chi lega e chi viene legato svolgono funzioni diverse. Tuttavia, la centralità dell’esperienza non appartiene esclusivamente a chi esegue la legatura.
Molti artisti sottolineano come la persona legata sia, in realtà, al centro di ciò che accade.
Il compito del bakushi non è imporre una forma, ma creare le condizioni perché l’esperienza possa svilupparsi. Questo implica un livello elevato di attenzione, ascolto e adattamento che permette di far diventare la corda un potente mezzo di comunicazione più che un mero strumento di controllo.
Il compito del bakushi non è imporre una forma, ma creare le condizioni perché l’esperienza possa svilupparsi. Questo implica un livello elevato di attenzione, ascolto e adattamento che permette di far diventare la corda un potente mezzo di comunicazione più che un mero strumento di controllo.
Con l'affermazione dei bakushi, il kinbaku si allontana definitivamente da una visione puramente tecnica o funzionale della legatura e si consolida come pratica complessa, in cui estetica ed esperienza sono inseparabili.
Da qui in avanti, l’evoluzione della disciplina sarà sempre più legata alle scelte, agli stili e alle interpretazioni dei singoli artisti.
6. Evoluzione dello stile
Con il consolidarsi del kinbaku come pratica performativa e relazionale, emergono le varietà di approcci dei legatori professionali. Infatti, a differenza di altre discipline, lo shibari non si sviluppa come un sistema rigido o codificato; non esiste un unico stile, né un insieme definitivo di regole condivise.
Alcuni legatori preferiscono degli approcci che pongono l’accento sull’estetica visiva: in questi casi, la legatura è costruita per creare forme precise, armoniche e riconoscibili, con particolare attenzione alla composizione e all’impatto visivo.
Altri si concentrano sulla dimensione emotiva e relazionale: qui la corda diventa uno strumento per esplorare sensazioni, stati interiori e dinamiche tra le persone coinvolte, spesso privilegiando l’esperienza rispetto alla forma.
Esistono poi approcci più performativi, in cui il ritmo, il tempo e la presenza scenica assumono un ruolo centrale, trasformando la legatura in una vera e propria narrazione dal vivo.
Queste differenze non rappresentano scuole separate in senso rigido, ma piuttosto tendenze che si intrecciano e si influenzano a vicenda. E' molto comune che artisti diversi possono muoversi tra questi approcci, combinandoli o rielaborandoli in base al contesto e alla propria sensibilità.
In questo panorama, figure come Yukimura Haruki mettono in evidenza l’importanza della percezione e del movimento, mentre altri artisti sviluppano linguaggi più strutturati o visivamente definiti. È proprio questa flessibilità a permettere allo shibari di evolversi nel tempo, attraversando contesti diversi e mantenendo allo stesso tempo una forte identità.
Comprendere questa varietà e complessità è fondamentale per evitare una visione riduttiva.
Lo shibari non è un insieme di nodi o di schemi fissi, ma un sistema complesso in cui forma, emozione e relazione possono assumere pesi diversi a seconda dell’approccio adottato.
Questa evoluzione degli stili prepara il terreno per la fase successiva, in cui lo shibari inizierà a diffondersi oltre il Giappone e a trasformarsi ulteriormente.
7. Transizione verso lo shibari contemporaneo
A partire dagli ultimi decenni del Novecento, lo shibari e il kinbaku iniziano a uscire progressivamente dai confini del Giappone. Questo processo è favorito da diversi fattori tra cui la
diffusione di libri, video e materiali fotografici. Questi materiali resero accessibili tecniche e immagini a un pubblico internazionale, mentre i primi viaggi e scambi tra artisti contribuiscono a creare un dialogo tra culture diverse.
Contenuti che un tempo erano difficili da reperire diventano improvvisamente disponibili, permettendo a un numero sempre maggiore di persone di entrare in contatto con lo shibari. Forum, siti web e, successivamente, piattaforme social favoriscono la nascita di comunità globali.
In questo nuovo contesto, la pratica della corda si trasforma ulteriormente passando da espressione culturale profondamente legata al Giappone a essere reinterpretato in contesti diversi, assumendo nuove forme e significati. Approcci, stili e sensibilità si moltiplicano, influenzati dalle culture locali e dalle esperienze individuali. portando con se anche nuove sfide.
La trasmissione attraverso immagini e video può semplificare o alterare alcuni aspetti della pratica, mentre la distanza dal contesto culturale originario può generare interpretazioni parziali o incomplete, dando così origine allo shibari contemporaneo. Una pratica che continua a evolversi, mantenendo un legame con le sue radici, ma adattandosi a nuovi contesti, nuove comunità e nuove forme di espressione.